Il futuro degli ecommerce nel 2023

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October 18, 2022
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Le vendite di e-commerce sono in forte calo, mentre i comportamenti di acquisto continuano a cambiare.

Tempo di lettura stimato: 3-4 minuti

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La pandemia di Covid-19 ha visto un'impennata della crescita dell'e-commerce, ma da allora una miriade di problemi ha creato un calo storico delle vendite online.

I consumatori sono in gran parti tornati nei negozi fisici, anche se non ai livelli precedenti alla pandemia. Ma ci sono altri fattori significativi in gioco, tra cui i problemi della catena di approvvigionamento, le preoccupazioni dei consumatori e l'aumento dell'inflazione.

Il risultato finale? Secondo l'Economic Times, nel 2022 le vendite di e-commerce dovrebbero diminuire di 95 miliardi di dollari rispetto allo scorso anno. Questo dopo che l'e-commerce è aumentato di almeno il 20% ogni anno tra il 2010 e il 2020, secondo eMarketer.

Quindi, cosa succederà? Gli esperti hanno individuato tre tendenze che caratterizzeranno il panorama nel prossimo anno.

  1. L'e-commerce e gli acquisti in negozio avranno ruoli differenti nella vita dei consumatori
    Sì, molti acquirenti in tutto il mondo erano ansiosi di uscire di casa e tornare nei negozi, ma adesso i loro comportamenti sono cambiati. Gli acquisti online e in negozio hanno assunto scopi diffetenti per gli acquirenti, e questa tendenza è destinata a continuare.

"A livello globale, i consumatori continuano a fare acquisti in negozio", afferma Jacquelyn Baker, chief commerce experience officer di VMLY&R Commerce. "Tuttavia, il ruolo del negozio fisico è cambiato per gli acquirenti. I consumatori possono avere tutto ciò che vogliono, quando vogliono, on-demand, in formato digitale. Per gli acquisti che vanno oltre l'essenziale quotidiano, invece, il negozio funge più da showroom per l'ispirazione e il "retailtainment". I negozi fisici hanno una funzione tattile che consente ai consumatori di immergersi in marchi ed esperienze che accendono i sensi e portano gioia".

Se da un lato i negozi possono offrire la loro velocità e convenienza, dall'altro spesso ci si affida alla sorpresa, afferma Piers Fawkes, fondatore e presidente della società di consulenza retail PSFK.

"L'online è diventato un luogo di specificità ed efficienza e il retail reale, di scoperta e di piacere. Di conseguenza, gli acquirenti si aspettano che i rivenditori online offrano un'esperienza di acquisto sofisticata e personalizzata. Al contrario, la personalizzazione non è così importante offline. Le persone conoscono già l'offerta di un negozio e vi si recano per cercare la sorpresa e la serendipità".

  1. L'inflazione spingerà i consumatori a ricercare di più e a spendere di meno
    L'inflazione è in aumento a livello globale. Negli Stati Uniti, ad esempio, il Dipartimento del Lavoro ha comunicato che l'inflazione è aumentata dell'8,3% rispetto allo scorso agosto, un dato peggiore delle previsioni economiche. Questo ha già avuto un impatto sul sentimento generale dei consumatori e molto probabilmente influenzerà le loro abitudini di spesa in futuro. "Le preoccupazioni per l'inflazione sono molto reali", aggiunge Baker. "e il trend negativo questo continuerà nei prossimi due anni".

Il risultato diretto sarà una maggiore enfasi sulla ricerca in qualsiasi campo, al fine di prendere una decisione informata. "I marchi che concentreranno i loro investimenti di marketing su contenuti ricercabili e verificabili che dimostrano il valore per il consumatore, saranno quelli che prevarranno", afferma Baker.

Per le aziende quindi, una piattaforma e-commerce navigabile e ben indicizzata rappresenta la scelta migliore per aprirsi al commercio su internet anche in questa fase difficile, perchè permette di contenere costi nelle fasi iniziali e dà possibilità al progetto di svilupparsi nel tempo in maniera organica.

Allo stesso tempo, i negozi ne trarranno vantaggio in quanto diventeranno sensibili alle spese aggiuntive dovute all'adempimento digitale, come l'aumento dei costi di spedizione e delle spese di consegna, afferma Baker. "Queste spese accessorie diventeranno proibitive per alcuni consumatori o saranno ritenute superflue per altri, che dovranno sostenere sforzi importanti per contrastare le spese".

In generale, i marchi e i marketer dovrebbero raccogliere tutti i dati possibili dal 2008 al 2010, consiglia William Margaritis, vicepresidente senior per il digitale e l'e-commerce di Reprise Digital. "Come si sono comportati i consumatori allora? Come hanno reagito? Come ha reagito il vostro marchio? Cosa ha funzionato? Cosa non ha funzionato?"

"Quello a cui stiamo per assistere sarà simile. I grandi acquisti saranno messi da parte, mentre i piccoli lussi saranno visti come un modo economico di fare spese. Il 2008 è stato fantastico per le marche di cosmetici di largo consumo, per gli snack di alta gamma e per qualsiasi altro lusso quotidiano che non faccia saltare i conti. Questo processo nel 2023 probabilmente si ripeterà".

  1. Lo shopping dal vivo e sociale diventa una parte importante del mix
    Lo slancio per gli acquisti online è comunque inarrestabile. Tuttavia, il modo in cui i consumatori acquistano in digitale continuerà a evolversi rapidamente. Ad esempio, lo shopping in livestream sta prendendo piede.

"Lo shopping sociale sta diventando sempre più diffuso e può essere effettuato su varie piattaforme, come Amazon Live, TikTok Shop/Live, Instagram Live e Twitch, ma anche sul sito web di un marchio", afferma Travis Johnson, amministratore delegato globale di Podean.

"I marchi dovrebbero pensare a quale sia il loro approccio: hanno testimonial, hanno luoghi ideali da cui trasmettere? Quali prodotti venderebbero? Come utilizzerebbero i contenuti dopo la fine dello streaming?".

Questa tendenza rappresenta un cambiamento di controllo per i marchi. "Le generazioni più giovani trovano l'autenticità e la fiducia in luoghi diversi rispetto alle generazioni più anziane", afferma Margaritis. "In prevalenza, si fidano dei loro coetanei e degli influencer. Mentre i marchi riducono la spesa e sono meno presenti nelle processo di acquisto, gli utenti delle piattaforme e gli influencer aumenteranno".

"Il social commerce e il live commerce sono già diventati mezzi abituali di acquisto in Asia e stanno aumentando rapidamente in America Latina. Gli Stati Uniti e l'Europa non traderanno".

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